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Omo River e dintorni
Giovanni Mereghetti – Christian Grassini,
Periplo Edizioni
Les Cultures, 2002
15 Euro
Conoscere. Rimanere affascinati e travolti dalla scoperta;
misurarsi con lo spettacolo e il mistero di luoghi incantati e di
ampi silenzi.
Una natura selvaggia, intatta e incontrastata: la valle del fiume
Omo, gli immensi altopiani, la savana e le paludi, le aride praterie
e le verdi foreste, gli intricati sistemi montuosi, i laghi Zway,
Abbaia e Chamo, la Rift Valley.
La terra e i villaggi degli Hamer popolati da figure femminili dalle
acconciature splendenti; dei Dorze, gente tenace, infaticabili
agricoltori e abili tessitori di cotone che abitano le montagne Guge
in capanne alte dieci metri; dei Mursi, le cui donne sono note per
portare un piattello di argilla nel labbro inferiore e nei lobi
delle orecchie; dei Karo, dei Tsmay, la cui tradizione propone un
perizoma femminile terminante a coda rigida per lasciare la traccia
del passaggio sul terreno, dei Konso e dei Brama, le “genti del
mattino”, popolo di pastori seminomadi considerato il più antico del
gruppo Oromo. Un territorio, dominio di fieri e bellicosi guerrieri
e di altere figure, di esperti pastori, validi cacciatori e
agricoltori.
Popolazioni primitive ed etnie diverse; un mosaico affascinante,
un’attraente mescolanza di suoni, colori, costumi, credenze e
abitudini.

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